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mercoledì 15 gennaio 2020

IT Capitolo 2: bello sì, pauroso sì, ma…



…qualcosa non ti ha completamente soddisfatto. Fai pure fatica a capire cosa ma al termine della visione la sensazione è che manchi qualcosa. All’inizio lo imputavi semplicemente al fatto che il primo IT anni ’80 l’avevi visto da piccolino e quindi eri molto più facilmente impressionabile – qui la recensione del Capitolo 1 del 2017 intanto per chi si sia già annoiato dopo due righe -; poi hai pensato che comunque sapevi già stavolta come andava a finire e quindi probabilmente il fascino veniva un po’ meno. 

Ma non era quello. 

domenica 2 giugno 2019

Unsane: non un film che fa uscire pazzi



Ne hai sentito parlare in maniera entusiastica da amici; sei andato in Internet a vedere le recensioni e i voti della critica specializzata e dei fans; hai letto in soldoni la trama su Wikipedia; l’hai scaricato convinto che si trattasse di un film da non perdere e ti sei affrettato a guardarlo – rigorosamente di notte e con luci spente – e…non l’hai trovato così impressionante. 

Sì, perché Unsane, film del 2018 per la regia di Steven Soderbergh – i vari Ocean seguiti da un numero, giusto per citare qualche sua opera – con protagonista Claire Foy – più serie per il piccolo schermo che film per il grande – per lasciarsi vedere si lascia pure vedere ma alla fine non stuzzica così tanto: o forse le attese erano troppo elevate.

Di seguito alcuni motivi per cui è bene, prima di mettersi comodamente seduti davanti alla TV con pop corn e bibita, non attendersi troppo. 

sabato 27 ottobre 2018

Mine Games: tante somiglianze e un loop facilino



Mine Games - anche conosciuto come “The Evil Within”, ogni riferimento al videogame è puramente casuale - è un film del 2012 per la firma di Richard Gray: in due parole lo puoi descrivere come un horror teen movie più un loop temporale piuttosto facilino e…fragilino. Nulla che non si sia già visto altrove e le somiglianze si sprecano: tuttavia devi ammettere che il risultato finale è piuttosto piacevole. 

Perchè? Dopo la pausa. 

sabato 20 ottobre 2018

Haunter: fantasmi, loop e horror




Nel tuo sfolgorante cammino alla ricerca di film basati su loop temporali stavolta sei incappato in Haunter - sì, con la a - , film del 2013 di Vincenzo Natali, uno che come biglietto da visita aveva solo quel capolavoro a basso costo chiamato "Cube". Quando hai visto il nome del regista ti sei detto che avevi fatto centro. 

Invece no. Sì, c'è un loop ma è solo ed esclusivamente strumentale alla costruzione di una storia di fantasmi e case infestate con fortissimo accento thriller e altrettanto pronunciata inflessione horror. Non che tu lo abbia disprezzato, sia chiaro: soltanto ti saresti aspettato qualcosa di diverso. 

domenica 19 agosto 2018

E Venne il Giorno: e per fortuna durò anche poco



Convinto dal consiglio di un amico – che ovviamente ti deve voler male – ti sei sciroppato stavolta “E Venne il Giorno”“The Happening” in anglofono - , film del 2008 di M. Night Shyamalan – autore tra gli altri de “Il Sesto Senso” e “The Village”, quindi quasi una garanzia – per la durata complessiva di qualcosa come 85 minuti: quello che si e aperto ai tuoi occhi è un mischione di parecchie cose, raramente ben dosate e sicuramente gran poco attraenti. 

Ma vai per gradi, come quando stai facendo una degustazione di alcolici. Astemi astenersi. 

sabato 16 dicembre 2017

Saw Legacy: ritorno al classico



Saw Legacy (Jigsaw) è un film del 2017 diretto da Michael e Peter Spierig ed è l'ottava incarnazione di un brand che hai avuto modo di esaminare proprio in questo bloggettino, qui.

L’hai visto e devi dire che…è estremamente classico riprendendo i temi cari ai vecchi Saw senza guizzi particolarmente innovativi; persino la data di uscita è quella tradizionale di Halloween 2017. 

mercoledì 1 novembre 2017

IT Capitolo 1: i clown fanno sempre paura


Avevi accolto con particolare interesse la notizia di un rifacimento di IT: si, perché l’avevi visto da piccino picciò durante gli anni ’90 e da li decisamente la tua considerazione dei clowns era abbastanza cambiata. 

Tratto da un libro di Stephen King e già adattato in una miniserie televisiva di due puntate nel 1990, Penny Wise torna nel 2017 con i suoi dolcetti, le sue caramelle e i suoi palloncini per la regia di tal Andres Muschietti di cui non ricordi nulla di rilevante se non qualche vago riferimento nel thriller La Madre sotto la direzione di un certo Guillermo Del Toro che invece aveva persino messo a questa roba qui che ancora ti piange il cuore sia finita silente. 

Il film dura qualcosa come 2 ore buone e copre soltanto la prima parte della miniserie originaria del 1990. E basta, per il momento, uh se basta; il tutto in attesa della seconda parte prevista per Settembre del 2018. Come? Dopo la pausa, nel frattempo prendersi un palloncino. 

domenica 2 luglio 2017

Saw: dal grande schermo alla carta stampata e poi allo schermo del PC



Hai da poco ripreso la tua carrellata sui film di Saw con il gustoso annuncio dell'arrivo annunciato ufficialmente per Halloween 2017 del nuovo episodio "Saw: Rebirth".  

Come per tutti i franchise di successo - servono nomi? Resident Evil e Silent Hill  - anche Saw era destinato a trovare collocazione al di fuori del piccolo e del grande schermo. 

E ora fai la tua scelta e cominci.

domenica 25 giugno 2017

I secondi quattro Saw: solo per stomaci pesanti



E' passato un bel di tempo da quando avevi parlato dei primi tre Saw; per coloro che si fossero persi la letterina misteriosa ecco il link. Si pregano i gentili di lettori di non lamentarsi per il rosso sgargiante utilizzato: a quel tempo il blog contava ancora sulla vecchia grafica. Se qualcuno vuole avanzare qualche lamentela, si prepari a risvegliarsi in una stanza piena di sporcizia, coperto di sangue - che e meglio speri non sia il suo - e con qualche dolce marchingegno connesso alle proprie parti più sensibili: giusto 90 minuti di tempo per ritirare le proprie parole e faccia la sua scelta. 

Che è poi quello che caratterizza Saw: il costante bilico tra scelte che, in fin dei conti - e del tempo a disposizione - non sono nè giuste nè sbagliate perchè il giusto e lo sbagliato dipendono dalla prospettiva da cui si guardano le cose. Ci metti pure una dose di sano mistero, un folle che non declama la sua identità ma anzi fa di tutto per sviarla riuscendoci almeno fino a un quarto d'ora dal termine del film, claustrofobia e pure sangue come se non ci fosse un domani - che difatti di solito stenta ad esserci e la ricetta è servita. 

E urta lo stomaco più di un piatto indiano con abbondante dose di peperoncino o di un involtino primavera con strano ripieno direttamente dalla Cina. 

Avete qualche Alca Seltzer a portata di mano? Si va. 

domenica 28 maggio 2017

The Void: tra Lovecraft e Silent Hill, un buonissimo survival horror



Hai appena finito di vedere The Void, film canadese del 2016 per la regia di Steven Kinsranki e Jeremy Gillespie, e sei alquanto indeciso se scriverci qualcosa su. Perchè, tira che ti tira, non è che il film abbia qualcosa destinato a renderlo memorabile: anzi, una serie di concetti e di realizzazioni già più volte viste. Però...c'è un però. Anzi, più di uno. Tutto è fatto molto bene, in primis. Deriva da un progetto di crowd founding su Indiegogo, tradizionale piattaforma per la richiesta di donazioni al fine di realizzare un progetto che può essere un film, un cortometraggio, un videogame o chissachealtro. 

Ora: raramente hai visto qualcosa di veramente buono sortire da Indiegogo. Può essere che sei sempre stato sfortunato: in compenso stavolta,considerato che si tratta di un indie, devi applaudire. 

domenica 21 maggio 2017

Teke Teke 2: ancora un appuntamento con la malvagità giapponese



Già, perchè uno non bastava. Dopo il primo film - qui (metti link) - nello stesso anno 2009, in Jappone hanno pensato bene di fare un sequel chè qualcosa era rimasto abbastanza oscuro. 

Premessa assolutamente necessaria: hai trovato si il film on line - sempre sia benedetto quel sito chiamato kissasian , un vero e proprio raccoglitore di praticamente tutto quello che viene prodotto nell'estremo oriente - ma con dei sottotitoli inglesi abbastanza rivedibili: come a dire che ci hai provato ma se qualcosa è sfuggito non è necessariamente da collegarsi alla sbadataggine di chi scrive. 

Secondo te questo sequel presenta dei miglioramenti rispetto al primo film; tuttavia non è che sia scevro di difetti. 

domenica 14 maggio 2017

Teke Teke: una spaventosa leggenda giapponese



Il folklore giapponese presenta un serbatoio di possibili figure, tutte caratterizzate da una propria genesi e tutte saldamente ancorate ad una rappresentazione delle paure ataviche e dei sentimenti repressi dell'essere umano calate nel contesto degli ambienti tipici del paese del Sol Levante. E proprio questo collegamento tra l'astratto che esiste dentro l'essere umano, prodotto della società in cui vive, e il concreto della grande metropoli o delle perse campagna rurali rappresenta la parte più fascinosa del tutto: una parte che viene bene rappresentata da Teke Teke, film di circa 1 ora e 20 minuti per la regia di Kōji Shiraishi - uno che dei film dell'orrore ha fatto la sua specialità con una forte e dichiarata influenza per la trilogia della Casa di Sam Raimi - realizzato nel 2009

Di seguito i punti forti e quelli deboli della pellicola. 

domenica 30 aprile 2017

L'adolescente delle Caverne: poche idee ma molto ben copiate



Ebbene si. Non lo volevi vedere perchè sospettavi si trattasse di un film ambientato nella preistoria sugli usi e costumi - se ne ve erano - dei tuoi antenati paleolitici. 

Ti sbagliavi e di grosso. L'Adolescente delle Caverne - in inglesico Teenage Caveman - è invece un film del 2002 per la regia di Larry Clark, un Thriller dallo scenario post apocalittico di quelli che tanto hanno da scopiazzare idee altrove senza peraltro metterci alcun personaggio veramente degno di nota. In una parola: un trashone che non vorrebbe essere tale ma che finisce per esserlo per la scarsità generale. 

domenica 23 aprile 2017

The Last Shift: quando un turno notturno può non essere facile


The Last Shift - italianamente traducibile come "l'Ultimo Turno" - è un horror psicologico ben fatto, di quelli che utilizza poche risorse in maniera molto ben pensata per arrivare ad ottenere il risultato. Creato da Anthony DiBlasi e con un cast di attori forse non famosissimi ma comunque competenti, fionda lo spettatore nell'ultima notte di apertura di una Centrale di Polizia che dovrà essere guardata dalla novellina Jessica Loren, al primo giorno di servizio. 

domenica 16 aprile 2017

Il Quarto Tipo: ipnosi e scoperte poco piacevoli


Il Quarto Tipo è un mockumentary del 2009, scritto e diretto da Olatunde Osunsanmi, che racconta la storia - falsa, è bene dirlo subito - della dottoressa Abigail Tyler - interpretata da una stupenda Milla Jovovich nel film e nelle sequenze "reali" da Charlotte Milchard - e della sua ricerca basata sulla ipnosi che porterà all'amara scoperta di presenze non proprio rassicuranti nella città di Nome in Alaska. 

Lungo circa 1 ora e 30 minuti, riesce bene a mescolare caratteristiche proprie del thriller con l'horror e con il falso documentario, permettendo allo spettatore una esperienza comunque piuttosto interessante. 

domenica 9 aprile 2017

Sweet Home: l'horror che diede inizio al genere Survival


Nei tuoi blog hai spesso parlato del genere Survival Horror, sia a livello cinematografico che a livello videoludico in particolare trattando a profusione di Resident Evil, Silent Hill e persino di quello che hai tacciato come il progenitore Alone in The Dark

Ecco, in realtà, il vero antesignano del genere Survival Horror su console è Sweet Home, strano incrocio tra un JRPG e un Survival Horror pubblicato dalla CAPCOM nel lontano 1989. E pensare che ora lo si può persino giocare on line - non scherzi, qui- . Ovviamente l'hai provato ma anche ben presto abbandonato per le meccaniche un po' troppo pedanti che comunque rendono evidentissimi quei particolari che hanno poi fatto la storia del genere. 

Riecco: il videogioco deriva però da un film dello stesso anno a cura di tal Kiyoshi Kurosawa - che non conosci ma a quanto pare qualche premio nella sua carriera non se l'è fatto mancare -: beh, l'hai visto. 

domenica 26 marzo 2017

Tag: tra Final Destination e Matrix ma con un pizzico di riflessione in più



Quando hai addocchiato Riaru Onigokko - in inglese Tag - eri pronto a sostenere il solito film di serie classificabile tra il B e lo Z giapponese, domandandoti chissà quali trovate iperboliche avresti visto. 

Beh, ti stavi parecchio sbagliando e lo devi ammettere. Diretto da Sion Sono - regista con qualche successo mica male nella Terra Natia e il cui principale capolavoro è Love Exposure - e basato sul romanzo dal nome omonimo di Yusuke Yamada, esce nel 2015 e devi ammettere che decisamente presenta più di qualche particolare per farsi ben volere.

Anzi: sono quasi tutti punti positivi per cui abbandonerai il tradizionale formato degli UPS and DOWNS e ne parlerai molto liberamente, senza particolari scalette. 

domenica 19 marzo 2017

Akuryo Byoto: il terribile ospedale Giapponese



Akuryo Byoto (eng.: Demon Ward) è una serie televisiva horror giapponese del 2013 che consta di 10 episodi di circa 20 minuti ciascuno. Narra le disavventure di un gruppo di infermiere presso un ospedale dove una presenza non proprio rassicurante si nasconde nella vecchia e chiusa ala. 

domenica 19 febbraio 2017

Villmark 2: stavolta si va di ospedale



No, non te lo potevi perdere, manco si trattasse di una partita di finale di Coppa dei Campioni. Dopo essere sparato Skjult e Villmark, dovevi vedere anche il secondo film dell'ultima delle due serie - in inglese Dark Woods II - a firma di quel Pal Oie di cui hai avuto modo di tessere le lodi.

Con l'avvertimento che stavolta, forse per il mood, forse perchè sapevi un po' di più cosa aspettarti, non ti ha emozionato cosi' tanto. 

Pronti ai punti forti e deboli della pellicola? 

Si va.

domenica 12 febbraio 2017

Villmark: una inquietante foresta norvegese



Che la maniera in cui Pal Oje concepisce la regia ti piaccia non è più mistero da quando hai deciso di dare un'occhiata a Skjult. Pertanto, cercando altre sue produzioni, partivi decisamente molto ben disposto a maggior ragione in quanto il suo "Villmark" - in italiano "La Foresta Misteriosa" - viene per lo più positivamente recensito nell'Internetto. Se fosse stato anche solo lontanamente simile a Skjult - che si è meritato un post del tutto diverso da quelli tradizionali grazie all'alone di mistero stile Twin Peaks che lo circonda - c'era da esserne soddisfatti. E' stato cosi? 

Più o meno.